IL MASTINO DEI BASKERVILLE – RECENSIONE

Arthur Conan Doyle, il celeberrimo scrittore inglese, creatore del misterioso detective Sherlock Holmes, dette vita a “Il mastino dei Baskerville” più di un secolo fa, con protagonista il già citato investigatore.

La storia è ambientata in un primo momento a Londra e successivamente in un paesino a un paio d’ore da lì, più precisamente nel Devonshire.

Un ricco proprietario terriero viene misteriosamente trovato morto nel vialetto davanti alla sua villa, ma la polizia non riesce a trovare alcun tipo di indizio su come e quando possa essere avvenuto il decesso.

Il nipote si reca direttamente dall’investigatore privato Sherlock Holmes per chiedergli di risolvere il caso e per illustrargli la leggenda del mastino dei Baskerville. Quest’ultimo sembra essere un cane demoniaco, delle dimensioni di un grosso vitello, con un grosso paio di occhi infernali e delle fauci poderose, in grado di frantumare con un singolo morso ogni tipo di oggetto o addirittura essere vivente. Holmes, accompagnato dal fedele compagno Watson, comincia subito ad indagare, a ricercare indizi e persone riconducibili al caso. Per poter approfondire le sue ricerche, Holmes e Sir Henry, il nipote del ricco uomo deceduto, si trasferiscono momentaneamente nel maniero ereditato da quest’ultimo. Qui Holmes viene a contatto con le persone del posto e comincia ad ipotizzare che un vicino del vecchio uomo possa aver usato lo stratagemma del mastino per architettare l’omicidio. Sta a voi scoprire il perché.

Nel corso degli anni stati girati anche circa una decina di film su questo racconto. Il più datato risale al 1914, mentre il più recente al 2002.  

Il Mastino dei Baskerville è senza ombra di dubbio una storia avvincente e adatta ai ragazzi di tutte le età, soprattutto gli appassionati del genere giallo. Il libro coinvolge profondamente il lettore, tenendolo incollato alle pagine per ore, quasi facendogli dimenticare della realtà circostante.

Leone Decandia