Fenoglio: un legame senza fine

“L’università non l’amava, anzi poteva dire di odiarla, proprio per aver amato troppo il liceo”

Leggendo “Primavera di Bellezza”, romanzo pubblicato nel 1959 di genere storico-drammatico, vincitore del premio Prato, non si può che rimanere colpiti da questa frase. Al centro del racconto vi è un giovane partigiano di nome Johnny. Intellettuale, amante della lingua inglese, per molteplici aspetti simile allo scrittore, a tal punto che potremmo considerarlo l’alter ego di Fenoglio. Il protagonista racconta, attraverso e le sue impressioni, il proprio punto di vista, la quotidianità della guerra, l’addestramento in caserma, la confusione nata in seguito all’armistizio dell’8 settembre e l’inizio della resistenza.

Pare incredibile che in questo clima di sconforto, tensione e violenza lo scrittore dedichi le uniche parole d’amore al suo liceo. Probabilmente perché rappresenta il suo unico dolce ricordo. Chiunque, sfogliando queste pagine, è spinto a chiedersi dove sia questo luogo e come mai Beppe Fenoglio sia destinato a portarselo dentro tutta la vita. 

Oh to be at school now – mormorò Johnny. L’università non l’amava, anzi poteva dire di odiarla, proprio per aver amato troppo il liceo. 

Fine degli anni ’30. La Seconda Guerra Mondiale oramai coinvolge tutti: Italiani e Francesi, Austriaci e Tedeschi. Siamo in una cittadina del Piemonte, tra le colline delle Langhe; qui Beppe Fenoglio, un giovane, figlio di un macellaio, tenta di evadere dalla triste realtà quotidiana studiando i grandi poeti antichi. Non c’è sua opera che non abbia riferimenti a quegli anni in via Teobaldo Calissano, periodo di grande formazione per lo scrittore. Degni di nota sono senza dubbio i dialoghi riportati tra Pietro Chiodi e Leonardo Cocito, importanti rappresentanti della Resistenza locale nonché  celeberrimi docenti del Govone. Fenoglio probabilmente trova nel liceo l’unica ancora di salvezza, un locus amoenus in cui trovare consolazione. Lo scrittore non si è mai laureato; si iscrisse alla facoltà di Lettere che non poté terminare siccome venne chiamato alle armi nel 1943. Non visse mai questo come una mancanza, vantava l’esperienza ginnasiale e liceale del Govone.  

La storia di Beppe Fenoglio ci porta a domandarci: può davvero un luogo restare impresso per tutta la vita? È possibile avere con esso un legame talmente forte? Evidentemente sì, o perlomeno fu così per questo personaggio studente modello, anglofilo e appassionato di storia, che ripudiava la guerra.

Lo scrittore albese oggi è celebre e ancora apprezzato per le sue magnifiche opere, nelle quali trovò sempre il modo di mostrare il suo grande affetto verso i luoghi della gioventù, oltre che per la collaborazione alla Resistenza.

Beppe Fenoglio è stato certamente uno dei più grandi studenti che il Govone abbia mai avuto, per tutte le ragioni sopra citate, e non smetterà mai di essere non solo ragione di immenso orgoglio per la Nostra scuola, ma anche un ottimo esempio per tutti noi.  

Oh to be at school, now!

Anselma