Rissa

Durante la formazione dell’attuale governo ci sono state, ovviamente, diverse complicazioni. Una di queste ha coinvolto l’allora premier incaricato Conte e il leader del Movimento 5 Stelle, Di Maio. I due hanno dato origine a una lite furibonda, che un noto giornale, nel titolo dell’articolo che la riguardava, ha definito “rissa”. La definizione vera e propria di questo termine, però, corrisponde a “lite violenta che degenera in scambio di percosse” (punibile a norma dell’articolo 588 del codice penale), dunque non si limita allo scambio di ostilità verbali, come pare che sia accaduto secondo altre fonti e l’articolo stesso. Quindi si potrebbe dire che, nel titolo, la parola “rissa” sia stata utilizzata in modo improprio, dato che contrastava con il contenuto dell’articolo stesso, il quale sosteneva che lo scontro fosse costituito solo da “urla e grida”. Non è di certo la prima volta che ci sono contraddizioni tra ciò che viene scritto sui giornali e la presunta realtà, ma da qui sorge spontaneo porsi una domanda: è possibile informarsi in maniera completamente corretta o non accadrà mai? Al giorno d’oggi è normale, persino lecito, che una notizia diventi uno strumento da vendere, dunque la realtà dei fatti subisce un cambiamento. Inoltre l’uso e, soprattutto, la scelta della parola stessa (ovviamente indispensabile) presuppone che ci sia un’influenza, anche inconsapevole, da parte di chi scrive, seppur leggera. C’è chi dice che, per informarsi correttamente e avere un prospetto degli eventi corrispondente alla realtà, basti affidarsi a più fonti, nel tentativo di ricostruire il tutto. Ma ciascuna fonte avrà i propri piccoli o grandi condizionamenti, per non parlare del limite che esse stesse pongono. Le fonti, anche se sono veramente tante, costituiscono una limitazione: non si può andare oltre, resteranno sempre e comunque l’unica possibilità che si ha per capire come siano andate le cose e, nella convinzione di aver fatto tutto il possibile, è difficile che qualcuno cerchi di fare maggiore chiarezza. A questo punto qualcuno sosterrebbe che si possa comunque conoscere la realtà da lontano, se per mezzo di organi affidabili. Ma si può mai raggiungere l’affidabilità totale nonostante tutti gli ostacoli posti dai limiti umani? Probabilmente no, è possibile che, per quanto ci si impegni, non si riesca ad evitare di riflettere un qualcosa di personale in ciò che si comunica, anche perché, ad essere trascritta, è la percezione, che ovviamente varia da individuo ad individuo. Perciò informarsi correttamente e sapere la realtà precisa dei fatti è veramente molto difficile, se non del tutto impossibile e, a questo punto, c’è solo una cosa che si può ottenere. Si tratta di una linea indicativa che non rispecchia necessariamente gli eventi, ma dà una panoramica di ciò che è successo, senza scendere nello specifico, dando dettagli che potrebbero alterare l’idea dell’evento. Dunque esiste un modo per avvicinarsi il più possibile a conoscere la verità: non cercarla disperatamente in ciò che viene trasmesso o stampato, accontentandosi di una linea indicativa.

di Stefania Bordino