SCI E NATURA 2019

Gli eventi che hanno segnato l’ultima edizione del progetto “Sci e natura” sono ormai risaputi. Tutti sanno dello spiacevole ritorno a casa di tre nostri compagni, coinvolti in incidenti imprevedibili accaduti nelle ultime ore di soggiorno.

Si è incorsi, tuttavia, nel rischio di ridurre il bilancio complessivo sull’esperienza alla specificità delle suddette circostanze, certamente tristi e spiacevoli, che hanno scosso nel profondo la nostra comunità scolastica, o alla lamentazione per la qualità dei pasti (non proprio eccelsa).

Si è pensato, perciò, di raccogliere in questa pagina alcune recensioni per provare a cambiare prospettiva e a guardare l’esperienza appena terminata con gli occhi di chi, come me, ha partecipato e ha vissuto l’iniziativa in prima persona, in modo da dipanare questa sorta di miopia.

Per avere un lucido sguardo di insieme, bisogna partire dai numeri. 190 studenti e studentesse quest’anno sono partiti per i tre giorni a Prato Nevoso, un risultato record. E la quasi totalità di questi, in cui non esito ad annoverarmi, sono tornati a casa con un bagaglio di ricordi meravigliosi, accompagnati dal rammarico per la fine dell’esperienza, dalla gioia di avervi partecipato, dall’impazienza di ripeterla e da mille aspettative per il futuro.

Si aggiunga, poi, il fatto che i 190 partecipanti fossero studenti dei licei classico e artistico, uniti, almeno in quei tre giorni, da un vincolo più autentico, concreto e tangibile che il semplice nome formale di “IIS Govone”. E, data la differenza  di età, i ragazzi più giovani hanno avuto l’occasione di spartire le loro giornate con i ragazzi più grandi, e i più grandi con i più giovani. Pare evidente, quindi, quanto il progetto “Sci e natura” abbia avuto anzitutto una grandissima forza aggregativa e abbia educato, nel frattempo, alla convivenza (fatta di regole e di orari da rispettare) e alla condivisione.

Ma ai fini di un’autentica valutazione dell’esperienza, forse, sarà meglio abbandonare i discorsi pedagogici, per lasciar spazio ai sentimenti e alle emozioni che le foto, impresse nel cuore prima ancora che nello smartphone, riescono ancora a suscitare vividamente: la gioia, la serenità, la spensieratezza delle risate, delle discese, delle chiacchierate; il calore speciale che solo la forza dell’amicizia può infondere; la meraviglia di quelle giornate di sole, dei paesaggi che riempiono e appagano gli occhi; la magia e il brivido di sentirsi in cima al mondo, laddove l’azzurro del cielo è così terso che sembra quasi di poterlo toccare con un dito.

EDOARDO SCARZELLA

 

DULCIS IN FONDO

Si può dire che durante il soggiorno in montagna a gennaio 2019 le sorprese siano state molteplici. Il primo giorno, infatti, dopo aver sciato sotto i cannoni spara-neve lungo fredde piste all’ombra, la prima pausa pranzo sembrava una manna dal cielo. Noi studenti abbiamo dovuto presto ricrederci, perché i pasti non erano certo dei migliori: ogni pranzo e ogni cena diventavano una sfida da digerire!

In realtà, ben poco ci potevano importare la qualità o la quantità del cibo; l’esito della settimana bianca si valuta in base a ben altri parametri: le risate, i ritornelli cantati a squarciagola in seggiovia, i meravigliosi momenti in baita, tutti intorno a un tavolo, quando il freddo o la stanchezza si facevano sentire.

Questa è peraltro una delle poche e preziose occasioni di incontro tra i ragazzi e le ragazze delle due scuole dell’istituto: in soli tre magici giorni, si sono creati legami indelebili oltre ogni differenza di età o di corso di studi, saldati da una passione comune.

Dopo l’ultima pista (che non sembra mai essere l’ultima se si è in buona compagnia), quando la fatica inizia a solcare i nostri volti, ecco che i cuori si riempiono di bei ricordi e di una gioia indescrivibile, per aver avuto la fortuna di sciare e condividere momenti speciali con le persone che è bello chiamare amici.

RACHELE CALLANDRONE


GOVONE IN BIANCO

Può considerarsi ormai una tradizione per la nostra scuola l’uscita di tre giorni sulle piste di Prato Nevoso: ogni anno infatti, nel mese di gennaio, il liceo Govone dà la possibilità ai suoi studenti di partecipare a un’esperienza sulla neve.

Partenza all’alba, arrivo a Prato Nevoso in mattinata, scarico di valigie e borsoni e poi subito in pista per l’incontro con gli istruttori per la prima lezione.

Come già altre volte abbiamo alloggiato presso l’hotel Galassia, con camere molto ampie, in una buona posizione rispetto alle piste e con grandi spazi comuni dove incontrarsi con i compagni durante le pause; unica pecca il settore ristorazione, per il quale c’è stato un elevato numero di lamentele.

La montagna ci ha offerto tre splendide giornate di sole, ma con scarsa quantità di neve, che sarebbe stata del tutto assente senza l’intervento dei “cannoni spara-neve”, grazie ai quali sono rimaste aperte almeno le piste principali dell’impianto sciistico.

La giornata iniziava alle 9, dopo una abbondante colazione in hotel, con la lezione della mattina di due ore; alle 12 si interrompevano le attività per pranzare tutti insieme in hotel e si riprendevano alle 14, sempre affidati alle lezioni degli istruttori di sci e di snowboard, per rientrare alle 17 in hotel e riposarsi fino all’ora di cena. Inoltre la sera l’hotel ha messo a disposizione una sala con un buon sistema audio dove per due volte noi studenti ci siamo ritrovati per divertirci ballando insieme.

Da citare anche la festa svolta presso lo ski grill lungo le piste, organizzata dalla scuola sci il pomeriggio del secondo giorno.

In generale, a parte per la stanchezza accusata dalla maggior parte di noi, quasi tutti gli studenti hanno vissuto un’ottima e divertente esperienza che spero si possa ripetere nei prossimi anni. Non posso però affermare che sia andato tutto per il meglio. Il pomeriggio dell’ultimo giorno si sono verificati, infatti, tre incidenti imprevedibili. Ora però i tre ragazzi coinvolti stanno tutti  bene e, ad eccezione di uno sciatore che è ancora a riposo, hanno ripreso le lezioni regolarmente.

Per concludere, invito tutti a partecipare all’edizione che penso (e spero) si terrà nuovamente il prossimo anno, sia coloro che hanno già vissuto questa esperienza sia quanti ancora non ne hanno avuto occasione: di sicuro sono momenti di divertimento e svago, durante i quali, oltre ad imparare sempre qualcosa di nuovo (per i meno esperti), ci si conosce meglio gli uni con gli altri.

PIETRO PETULLÀ


MILLE VOLTE ANCORA

Credo che per descrivere i giorni appena trascorsi a Prato Nevoso non si possano usare aggettivi, ma sensazioni e stati d’animo che solo chi ci è stato può conoscere. Ed è esattamente quello che sto per fare.

Partendo dal presupposto che io adoro sciare, sono stati tre giorni davvero speciali, grazie ai quali noi del primo anno abbiamo potuto familiarizzare con gli studenti più grandi e rafforzare i rapporti già instaurati. Sicuramente, la parte migliore per noi sta nel divertirsi insieme, sulle piste come in albergo. Tutte le preoccupazioni passano in secondo piano: non stiamo più a pensare a quella maledetta versione di greco ora che siamo tutti con la testa sulla neve o stiamo annegando in una tazza di tè dopo una lunga giornata al freddo. È stato un bel momento per staccare dalla frenesia quotidiana.

Se dovessi trovare una nota negativa, forse sarebbe il cibo, che non era proprio il massimo, ma il problema era facilmente aggirabile.

Consiglierei ad altri di venire in settimana bianca? Certamente! Mille volte ancora, ma se siete gente a cui non piace fare sforzi, forse è meglio di no.

«Qualunque sia il grado di abilità che uno sciatore può possedere, non dovrebbe mai dimenticare che i suoi sci sono dopo tutto solo uno strumento, un mezzo attraverso il quale egli può godere l’inverno in tutto il suo splendore e la robustezza, respirando l’aria fresca e pulita, incontrando altri esseri umani nel loro vero carattere, e dimenticando tutti i problemi che affliggono la nostra meschina civiltà. Queste sono alcune delle ragioni per le quali lo sci non è solo uno sport – è un modo di vivere.» (Otto Schniebs)

ELENA MASSARENGO